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    September 07

    a new home?...

    e dalla notte scaturì il giorno...

    come un capriccioso circolo... luci e ombre...

    immensa luce oltre orizzonti irraggiungibili...

    oltre i miei orizzonti...

    mi strinsi nel mantello... addentro la falca del cappuccio...

    il paesaggio che correva attorno a me... era a me completamente sconosciuto...

    la differenza dal mondo che conoscevo mi dilaniava...

    cercavo di non pensarci... il mio mondo... la mia realtà...

    estinte... come se non fossero mai esistite...

    come se non fossi mai nato...

    come se tutta la sofferenza fino ad ora non sia abbastanza...

    come se tutti i massacri... tutte quelle morti... non fossero abbastanza...

    i ricordi si dipanavano nei meandri della mia mente...

    ricordi di scelte... di massacri... cominciavano a offuscarsi...

    il passato sembrava sempre più lontano...

    sempre più in profondità... nell'abisso dei ricordi...

    mi sentivo come un ragazzino che fuggiva da casa... lasciandosi tutta una vita alle spalle...

    c'era una sola differenza...

    non sono vivo...

    volti del passato cercavano di aggrapparsi alla mia mente...

    mentre venivano ingiottiti nell'abisso più oscuro della mia coscienza...

    voci si sovrapponevano alle immagini... ricordi mescolati in un vortice di dolore...

    "we almost there... father..."

    la sua voce mi riportò al presente...

    come rivlegliarsi da un incubo...

    la mia mente tornò a formare pensieri logici...

    chi era davvero la ragazza che avevo di fronte?...

    non riuscivo a capire... troppa morte... troppa sofferenza...

    non avrei mai immaginato della sua esistenza...

    avvalorando la mia teoria... il mio mondo era scomparso... e ora ero qui...

    cercai di pensare ad altro...

    confidavo che il tempo mi facesse luce su di lei...

    che tutt'ora rimaneva una figura piena di mistero... come me del resto...

    in questo momento erano altri i problemi... la sopravvivenza per esempio...

    non ero pronto ad affrontare il mondo che avevo di fronte...

    mi sentivo una reliquia del passato...

    avevamo corso tutta la notte... come predatori...

    il mondo era un'intensa visione come rasoi di ghiaccio...

    era da tempo che non avevo compagnia nei miei viaggi...

    e ora... non ero io a guidare...

    arrivammo in vista di un'ampia radura...

    era oramai l'albeggiare...

    avevo passato la notte a rivedere la mia mente... dovevo aggiornare schemi e tattiche...

    mi stavo adattando velocemente...

    "this way father... the others will be glad that you're here..."

    immagini mi trapassarono...

    figure corvine... passate e svanite...

    "the... others?..."

    "it's complicated... the war never change..."

    aveva ragione... mortalmente ragione...

    la guerra non cambia mai...

    la morte... per quanto l'umanità inventasse strumenti di morte sempre più efficenti...

    la morte rimaneva la stessa...

    "i see..."

    arrivammo in vista di una struttura...

    lì... in campo aperto...

    sembrava molto solida... un portale... alto due volte un'uomo... nero...

    c'erano degli uomini all'esterno... una mezza dozzina... armature nere...

    uno di loro alzò la mano in segno di saluto verso la mia compagna...

    lei non rispose... parlò brevemente con loro...

    risposero con un secco annuire... il portale si aprì...

    lei mi fece strada... nel buio... sembrava una galleria sotterranea...

    finalmente buio... la luce del sole che sorgeva sparì...

    dietro il portale che si chideva alle nostre spalle...

    arrivammo in una grande salone... sembrava artificiale...

    aveva la forma di una mezza sfera...

    uomini camminavano avanti e indietro... discorrevano tra loro...

    non si accorsero della mia presenza... oppure non ci badavano...

    seguii la ragazza attraverso quello spazio fino a una stanza completamente tapezzata di bianco...

    "here we'll make your rifle father..."

    sorrise...

    rimase a fissarmi... come io fissavo lei...

    entrò un'uomo improvvisamente... aveva una tunica bianca...

    fu lei a parlare...

    "doc, we need you to make a rifle for him..."

    "yes ma'am..."

    doc... sicuramente era un qualche esperto nella tecnologia di questo mondo...

    un'uomo di mente... come si dice...

    "this will hurt father... the rifle must be connected with you... we need your blood..."

    sembrava preoccupata...

    "i don't fear pain..." la guardai intensamente...

    mi fecero stendere su una specie di tavolo... ma era freddo... e lucido...

    mi puntarono molte luci addosso... ero accecato...

    piantarono aghi nella mia pelle... e altri congegni dei quali faticavo a capire il funzionamento...

    quando questa fase fu terminata... guardai attentamente il mio corpo...

    decine di piccoli tubi collegavano il mio corpo a un grande cilindro... dall'altra parte della stanza...

    sembrava di vetro... ma non rifletteva nulla...

    "the world has gone on..."

    silenzio... un momento... interminabile...

    calma prima della tempesta... tempesta di dolore...

    fu fulminante... la mia pelle cominciò a pulsare... poi il dolore arrivò...

    mi sentivo svuotare... il mio sangue venne pompato nel cilindro...

    scuro... come petrolio... denso...

    dove rimaneva sospeso... fluttuando...

    poi il dolore cessò... d'un tratto...

    riuscii a rimanere in piedi...

    i tubi si staccarono dal mio corpo... cadendo a terra...

    scrutai quella sfera dentro al cilindro...

    il mio sangue... nero...

    quasi fosse un demone liquido... pronto a assumere qualsiasi forma...

    bip-bip-bip-bip-bip

    la ragazza e l'uomo chiamato doc erano dietro a un piano pieno di pulsanti e schermi luminosi...

    il rumore dei pulsanti era inconfondibile...

    "now?..." chiesi voltandomi...

    lei era rimasta a guardarmi per tutto il tempo...

    i suoi occhi erano profondi abissi... come i miei...

    fu doc a rispondere... "we must wait... i've inserted the blueprint but it takes time... the blood must adapt in the new form..."

    "good... it will take a while father... come with me... you must be armed..." un'altro sorriso...

    lei mi precedette fuori dalla stanza...

    andammo poco lontano lungo il corridoio... nell'armeria... non c'era ombra di dubbio...

    alla fine... le armerie di ogni era si assomigliano...

    era poco illuminato... quanto bastava...

    armi e armature erano stipate in ogni dove... lei avanzò a passo sicuro...

    appoggiò una mano sul muro opposto...

    un piccolo qudro si illuminò...

    una porta segreta... la seguii...

    all'interno era ben illuminato... era un piccolo spazio...

    un'armatura... nera... lei la prese con gentilezza...

    come se fosse qualcosa a cui teneva...

    me la porse...

    "this is yours... father... i make it when you died..."

    guardai quell'armatura... sembrava indistruttibile...

    era molto diversa da tutte le armature che avevo visto...

    sembrava più flessibile... e leggera... ma molto più solida...

    guardai la ragazza... i suoi occhi erano sinceri...

    con delicatezza... e diligenza... mi fece indossare quell'armatura...

    sentii i miei sensi amplificarsi... probabilmente anche i riflessi e la velocità...

    le scanalature dell'armatura si illuminarono... e si spensero...

    l'inconfondibile lucore violaceo...

    sembrava costruita per me...

    lei rimase vicino a me... poi... appoggiò la testa sul mio petto...

    sembrava esausta... stanca...

    come se ora avesse trovato qualcosa per condividere un pizzico di pace...

    era serena...

    rimanemmo lì... in silenzio... ascoltando il vuoto...

    un suono improvviso tolse la pace di quel vuoto...

    lei si riscosse... come tolta da un sogno fin troppo desiderato...

    un comunicatore... sul suo orecchio...

    "yes?.../ in the armory.../ it takes less time than i thought, we coming..."

    poi un'altro suono diverso... chiuse la comunicazione...

    "it was doc... your rifle is ready father..."

    sorrise ancora...

    tornammo nella stanza di prima... oramai avevo memorizzato il piccolo tragitto...

    la mia attenzione venne immediatamente catturata dal cilindro...

    prima conteneva una sfera di sangue... ora... quel fucile... era sorprendente...

    fu doc a esordire...

    "it takes more less time than you ma'am... his blood is incredible... not human like yours but..."

    "I didn't have doubts about it doc..." lo interruppe lei... sembrava felice...

    io non riuscivo a capire... continuavo a fissare quella cosa...

    il mondo era proprio andato avanti...

    "now... the last step..." doc si fece serio...

    "what i have to do?..."

    "you must make the connection between your rifle and you... you must impose yourself otherwise you will be the weapon..."

    sembrava pericoloso... ma sapevo a cosa si riferisse...

    non ebbi esitazione...

    guardai la ragazza... mi guardava fiduciosa...

    mi avvicinai al cilindro...

    allungai una mano... per toccare il fucile...

    si illuminò per un'istante...

    fu un'attimo... un dolore lancinante... la testa sembrava scoppiare...

    cercai di resistere a quella scarica di dolore...

    il demone dentro di me si svegliò... ruggendo...

    i miei occhi divennero sanguini...

    urlai per quanto fiato avessi in corpo...

    puntai i piedi a terra... era come lottare contro se stessi...

    contro una bestia che si conosce fin troppo bene...

    poi tutto si fece luce... bianco...

    caddi...

    il dolore piano piano si dissolse...

    una voce familiare scaturì nella mia testa...

    suadente... come sempre... un sussurro...

    aprii gli occhi... lentamente...

    il fucile era stretto tra le mie mani... nero... lucente... pulsante del suo lucore...

    sorrisi soddisfatto... famelico...

    sentivo dentro di me... il desiderio di uccidere...

    era come rinascere di nuovo...

    la stanchezza era scomparsa... mi sentivo pieno di energie...

    ero tornato una macchina... di morte...

    posai lo sguardo sulla mia arma... contemplandola...

    mi ralzai... lentamente...

    lei corse da me... un'abbraccio...

    potevo sentirne il calore attraverso l'armatura...

    "are you all right father?... i was so worried..." i suoi occhi sembravano soffocare lacrime...

    "i'm fine..."

    in un lungo momento i nostri occhi affogarono... in quelli dell'altro...

    "you need to rest... come with me father..."

    mi prese per il braccio... improvvisamente... portandomi fuori...

    mi condusse in un corridoio... dormitori... si intuiva...

    aprì una porta e mi tirò dentro...

    era spartana... poco illuminata...

    un letto... un tavolo... poche altre cose...

    l'aria era familiare... come se fossi a casa...

    appena la porta si chiuse dietro di me...

    lei si spogliò delle armi si tolse l'armatura... feci altrettanto...

    lei mi fissava... intensamente...

    sembrava a disagio... imbarazzata...

    come se cercasse qualcosa da dire... da fare...

    i suoi occhi erano nei miei...

    come due abissi che si uniscono... creando il caos...

    ora niente avrebbe interrotto quel legame di sguardi...

    lei si avvicinò lentamente... poi si strinse delicatamente a me...

    ero confuso... ma forse non c'era nulla da capire... solo da vivere...

    "welcome home... father..." disse alla fine...

    alzò la testa... incontrando le mie labbra...

    un dolce bacio... nel buio...

     

    a new home?...

    Kiss___in_the_dark_by_teentitans

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