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    August 05

    father…

    la luna scintillava… unica luce in quell’immenso che era la notte…

    come diamante… su un’abisso profondo…

    ero solo…

    ascoltando le voci che avevano perso il fiato…

    il dolore copriva ogni cosa…

    la mia mente sembrava come assopita in quel dolore…

    continuo… costante…

    ferite mai rimarginate… nel profondo…

    i ricordi sono come famelici predatori della tua mente…

    cacciano… uccidono…

    cercai di zittire tutti quei pensieri… tutti quei ricordi…

    poi…

    silenzio…

    quasi come un preludio di un grande evento…

    guardai la luna… così grande…

    così meravigliosa nel cielo…

     

    luce…

     

    all’improvviso… un lampo…

    un’esplosione di luce… da sola… nel cielo…

    bianca luce… bruciante…

    accecante…

    cercai di proteggermi… tutto inutile…

    venni come investito da un’incendio candido… lanciato a velocità sovranaturale…

    odore di carne bruciata… di sangue rappreso…

    poi… tutto taque…

     

    silenzio…

     

    la luna…

    i miei occhi si spalancarono… come di scatto…

    la luna… rimpicciolita… si era fatta piccola… e lontana…

    mi sentivo come separato dal mio corpo…

    dolore mi percosse… ancora e ancora…

    appena guardai davanti a me… vidi qualcosa che mi sconvolse…

    nell’erba baciata dall’ombra… scintillante di rugiada…

    una spada… conficcata nel terreno…

     

    la mia spada…

     

    dubbi e domande saettarono nella mia mente…

    che si fece vuota all’improvviso…

    cercai di comprendere tutto questo…

    ma nessuna spiegazione logica poteva spiegare tutto ciò…

    e nemmeno una qualsiasi altra ipotesi… seppur fantasiosa…

    decisi ad avvicinarmi…

    passi lenti… silenziosi…

    i miei occhi analizzarono ogni cosa attorno a me…

    non avevo mai visto quel luogo… e non avevo idea di cosa celasse…

    ero vicino…

    la spada era identica alla mia…

    o era la mia?… impossibile…

    mi protesi ad esaminarla con più attenzione…

    era cheggiata… segnata dal tempo e dalle tempeste…

    ma era lei… estrassi la mia lama…

    sembravo un bambino incredulo… alla vista di un giocattolo uguale al suo…

    d’untratto… la mia spada riprese vita… il suo lucore violastro esplose…

    la sua voce eccheggiò come un’allarme nella mai testa…

    i muscoli si tesero di scatto… un volteggio fulmineo…

    la lama protesa in avanti… pronta a falciare…

     

    “you must do more than that to catch me by surprise…”

     

    c’era scherno nella mia voce…

    il filo della mia spada era appoggiato alla gola di una… ragazzina…

    i miei occhi scrutarono quella misteriosa figura…

    i suoi occhi erano fissi su di me… pieni di ira…

    non parlò…

     

    “who are you… child?…”

     

    la punta della spada accarezzò la sua gola…

    nessuna risposta…

    formulai un’altra domanda… mi chiesi perchè mai fossi così gentile…

     

    “where are we?…

    what kind of place is this?…”

     

    questa volta… rispose…

     

    “this is… a cemetery… of shadows…”

     

    cimitero di ombre…

    quelle parole avevano un sapore familiare…

    provai la stessa sensazione del momento in cui vidi quel luogo per la prima volta…

    era questo il suo nome…

    l’aria era carica di un’aura familiare… come se fosse… mia…

    non riuscivo a farne un senso logico…

    mi immersi nei pensieri… distogliendo lo sguardo dalla ragazza…

    lo ripresi immediatamente… era lei la chiave…

    abbassai la lama… voltandomi… portandomi vicino all’altra spada…

    conficcando la mia nel terreno… vicino all’altra…

    poi… guardai dritto negli occhi della ragazza…

    questa volta… scandii bene ogni singola parola…

    c’era non poca impazienza nella mia voce…

     

    “who - are - you?”

     

    le chiesi freddamente…

    lei fu scossa… i suoi occhi vagavano tra le due lame… così identiche…

    stesso filo… stesso materiale… stessa anima…

    i suoi occhi… vennero come persorsi da paura… e incredulità… nello stesso istante…

    cadde… singhiozzi riempirono l’aria… singhiozzi di bambina…

     

    “that’s impossible!…

    you… you are… dead!…”

     

    “i’m dead from quite some time child…”

     

    ai singhiozzi… si aggiunsero le lacrime…

    la terra venne bagnata…

    rimasi a osservarla…

    avevo molte domande… e avevo sete di risposte…

    il suo pianto risuonò nel cielo…

    ma… tra i singhiozzi… con un filo di voce…

    una parola mi sconvolse…

     

    “father…”

     

    rimbombò nella mia testa… come un’eco… senza fine…

     

    padre…__His_trembling_heart___by_korone

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